Festival del cinema nuovo - X Edizione - 19, 20, 21 e 22 Ottobre 2016

Statuto del Festival: CIAK... SI GIRA!

ciak 1: la storia

Il 19, 20, 21 e 22 ottobre 2016 si terrà la X edizione del Festival del Cinema Nuovo, concorso per cortometraggi interpretati da disabili.
La I edizione (1997) ha coinvolto i Centri della Regione Lombardia. La II (2000) si è proposta a tutta l'Italia settentrionale. Con la III (2002) il nostro Festival è diventato concorso nazionale e, dalla V edizione (2006), internazionale! Un' espansione a macchia d'olio: meglio, a macchia di stupore, di emozione, di entusiasmo.

ciak 2: l'unicità

Siamo invasi (piacevolmente!) da produzioni cinematografiche sul tema della disabilità. Riteniamo, però, che il Festival del Cinema Nuovo sia unico: per i soggetti protagonisti, per le finalità e per i risultati ottenuti.

ciak 3: la filosofia

Anche i nostri giovani vogliono essere protagonisti. La nostra esperienza e i riscontri che abbiamo da numerosissimi Centri ci convincono che fare cinema può favorire l'intenzionalità psico-sociale più profonda del nostro impegno: il benessere dei nostri giovani (quello possibile!).
Essi godono nel momento dell'impegno costruttivo del film e, ancor di più, nel relax del rivedersi.
E' una possibilità che la tecnologia offre per stare insieme, per divertirsi, per sentirsi importanti.

ciak 4: la proposta

Si ritiene utile ribadire la peculiarità della nostra proposta.
Altri (anche registi illustri!) hanno proposto film sul problema della disabilità, con molta profondità e suggestione, svolgendo un'opera altamente meritevole di sensibilizzazione e di approfondimento.
Altri hanno presentato portatori di handicap protagonisti nel rappresentare se stessi, evidenziando le loro capacità e prospettando anche possibilità progettuali per alcuni di loro. Altri ci hanno presentato magnifici documentari su varie attività espressive.
Noi non vogliamo percorrere queste strade, anche se le apprezziamo e condividiamo.
Noi vogliamo valorizzare esperienze cinematografiche che i nostri giovani attuano nelle loro piccole Comunità. E nei ruoli più vari: in storie comiche, romantiche, poliziesche, avventurose...: vere fiction!

ciak 5: la metodologia

La cinepresa ci permette di fissare l'attimo fuggente sul volto dei nostri giovani e la loro espressività. Bisogna essere attenti, saper cogliere, interpretare, focalizzare, per poi assemblare, ricostruire, strutturare: per far poesia. Basta catalizzare queste "tante positività" con pazienza e ognuno di loro darà il meglio nel progetto d'insieme.

ciak 6: lo staff

Alla VIII edizione si sono già iscritti in più di 100! E da tutto il mondo. Per lo più non opere di professionisti, ma storie multicolori che nascono dalle esperienze continuative del proprio gruppo. Solo gli operatori sociali/educatori conoscono bene i loro giovani, così da saper scegliere, per ognuno di loro, personaggi e ruoli appropriati.
Nei cortometraggi del nostro Festival non sono desiderate le compresenze dei cosiddetti "normali", o almeno, che non siano prevaricanti, che rimangano sullo sfondo.
Gli operatori ed altri esperti daranno naturalmente il loro contributo nell'integrare la trama, nella regia, nel montaggio, nel creare un intelligente rapporto tra immagine-musica, ecc.
Ma i protagonisti dello spettacolo devono essere solo "loro".

ciak 7: il cast

I nostri giovani sono stati catalogati come handicappati, portatori di handicap, disabili. Ora si usa anche "diversabili". Ma anche questa denominazione ci lascia perplessi. L'accentuazione è sempre sulle "abilità". Molti dei nostri giovani non sono purtroppo neanche "diversamente abili" per quanto riguarda le "capacità", così come vengono intese abitualmente.
Sono persone vive, sensibili, autentiche; le loro emozioni sono spontanee, vere.
Pittori, registi, attori, comici... (e ce lo dicono proprio loro!) devono conquistare con fatica, quanto i nostri giovani riescono ad esprimere con semplicità e spontaneità.
Questi filmati, se ben condotti, mettono in evidenza questa vitalità dei "nostri" che diventano, così, ambasciatori di se stessi, della loro ricchezza interiore.

ciak 8: la finalità

Anche l'attività cinematografica, se ben gestita, può produrre quei processi benefici di autostima e gratificazione che si possono innescare attraverso ogni attività creativa. Basta riuscire a canalizzare le loro molte positività che spesso non vengono valorizzate. Anche loro hanno capacità di rischio, vitalità, voglia di immedesimarsi in ruoli diversi, gusto di sognare.
Anche voglia di fare cinema. Vogliamo, insomma, offrire un’altra possibilità di esprimersi.
Attualmente, troppo spesso e con presunzione, si attribuisce a ogni attività il valore di terapia: idroterapia, ippoterapia, cromoterapia, musicoterapia, ludoterapia... Non vogliamo anche noi cadere nella trappola di far diventare terapia ogni esperienza. Però, quando il piacere della espansione creativa-emotiva dell'operatore si allinea ed integra con il piacere dell'espansione creativa-emotiva del giovane disabile, ne scaturisce un contatto "incandescente" che fa scoccare la scintilla della vera terapia. Naturalmente c'è vero effetto terapeutico se la positività si generalizza in ambienti e situazioni diverse e si prolunga nel tempo. Ma se far cinema aiutasse anche solo a far star meglio e ad avere gioia di vivere nel qui ed ora, non sarebbe poi cosa da poco!

ciak 9: il piacere degli spettatori

Godiamoci questi creazioni, consapevoli che questi filmati si apprezzano del tutto solo all'interno del gruppo che li ha prodotti.
Siamo coscienti che uno spettacolo fatto da disabili porta con sé il rischio del grottesco o, come minimo, dell'ambivalenza: pericolo che è sempre dietro l'angolo, anche dietro le riprese. Non vogliamo provocare "benevola compiacenza".
Non ci piacerebbe l'emozione che nasce perché si è in una situazione in cui tutto è commovente; "perché sono diversi". Non vogliamo che si battano le mani perché, comunque "sono fin troppo bravi!". Vorremmo che ci si stupisca, almeno qualche volta, non per quello che questi nostri giovani non hanno o non sanno, ma per quello che sono e che fanno.

ciak 10: la promozione culturale

Ci auguriamo che anche nelle serate della VIII edizione del Festival del Cinema Nuovo (e nei numerosi remakes che seguono il Festival) le persone che assistono alle proiezioni escano dalla sala con il sorriso sul volto e nel cuore, accorgendosi finalmente che la disabilità non è solo problema.
Così il Festival del Cinema Nuovo esalta il senso della festa ed esplicita il suo valore culturale più profondo.

Dott. Romeo Della Bella
Psicologo Direttore del Festival

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